Skip to main content

Ripartire è andare più forte di prima

 

Articolo di Paolo Foschini pubblicato su Buone Notizie il 09/06/2020 pag: 22,23

Tornare indietro, come sintetizzò quel genio di Andrea Pazienza, è una cosa che non si deve fare mai neppure per prender la rincorsa: perché anche la rincorsa, quando è davvero tale, significa avanzare. Un esempio concreto di questo concetto è ciò che le Fondazioni bancarie italiane stanno facendo ora che il periodo Covid dell’emergenza sanitaria è diventato Fase Due. Oltre 130 milioni di euro, tra stanziamenti diretti e raccolte promosse a vario titolo, erano stati i soldi destinati dal «sistema Fondazioni» al fronte sanitario in prima linea durante la fase acuta. Apparentemente adesso si tratterebbe di accompagnare il «ritorno» alla normalità. Senonché questo, ora, non è affatto un ritorno. La «nuova normalità» del dopo-Covid che in apparenza è «ripresa delle attività di prima» vuol dire in realtà riprogettare e guardare avanti. Con la necessità di una forza molto, molto più intensa. Nello specifico questo sta significando riprendere in mano e sostenere ciò che col virus non c’entra più molto ma con la vita moltissimo: cultura, scuola, sociale, ricerca, innovazione, servizi, insomma tutto ciò (e più) che da sempre impegna le energie della grande macchina chiamata Terzo settore.

La stessa le cui risorse sono state prosciugate nei mesi del blocco ma della quale invece, nei prossimi, l’Italia intera avrà più bisogno che mai. Di qui la ragione di idee nate apposta, come la nuova «Iniziativa Sollievo» con cui le Fondazioni garantiscono la possibilità di finanziamenti agevolati ora e subito alle organizzazioni non profit del Paese. Ma di qui anche il rilancio, con più vigore e in concreto con più fondi, delle tante attività vive nei territori prima della crisi. Non nuove sulla carta. Ma nuove eccome nella realtà. Lo spiega Francesco Profumo come presidente di Acri, l’organismo che riunisce e rappresenta 83 Fondazioni bancarie italiane: «I prossimi mesi saranno decisivi, la ripartenza non sarà una mera operazione di ristabilimento dello scenario precedente: siamo chiamati, tutti insieme, a immaginare nuovi scenari per costruire comunità sempre più solidali, sostenibili e inclusive. Perché questa nuova crisi rischia di acuire le disuguaglianze nella nostra società e, se non interveniamo decisamente, il prezzo principale lo pagheranno, come al solito, i soggetti più deboli. Le Fondazioni di origine bancaria saranno chiamate a dispiegare tutto il loro potenziale accompagnando, come hanno sempre fatto, i loro territori e il Paese in nuove sperimentazioni».

«Le Fondazioni – aggiunge il direttore generale Giorgio Righetti – sanno quello che fanno e lo fanno bene, come dimostra l’azione da esse svolta in questa drammatica situazione di emergenza: dapprima intervenendo tempestivamente a sostegno del sistema sanitario messo sotto forte pressione dalla diffusione della pandemia? quindi portando aiuto sia alle fasce deboli della popolazione, rimaste spesso prive di servizi essenziali e risorse, sia alle organizzazioni di Terzo settore che sono l’anello più delicato del nostro sistema sociale, culturale, economico».

Le iniziative promosse in questo contesto – e il cui elenco seguente non può essere meramente esemplificativo del totale – non trovano il loro denominatore comune nelle dimensioni: ce ne sino di piccole o piccolissime come le 51 realtà liguri sostenute da Fondazione Carispezia in materia di «servizi a famiglie e bambini» così come ci sono i 60 milioni di euro che Fondazione Cariplo a Milano ha iniettato in un donfo dedicato alle «nuove povertà» della crisi, al welfare, all’ambiente, alla cultura, al «rilancio della ricerca quale aspetto centrale per il ripensamento dei modelli di funzionamento delle organizzazioni e degli assetti in quasi tutti i settori di attività». In mezzo un mare: il «Welfare di comunità» di Fondazione Carit per i soggetti fragili di Terni e Narni, così come il progetto «Comunità fragile» di Fondazione Biella, per i senza dimora ma anche stidenti in difficoltà, il progetto Ri-partire di Napoli così come il bando «Di nuovo insieme» pensato da Fondazione Crc per le attività estive dei ragazzi a Cuneo. E ancora: dal milione e mezzo che Compagnia di San Paolo ha investito a Torino nel progetto culturale «Rincontriamoci» allo screening sanitario diffuso e sostenuto in Veneto da Fondazione Cariparo come prevenzione contro il rischio- ricaduta, dal Campus «Giardino delle imprese» che Fondazione Cr Firenze è riuscita a mantenere spostandolo online fino all’incremento di due milioni di euro con cui Fondazione Manodori ha potenziato il bando «Cresco» per lo sviluppo del territorio di Reggio Emilia