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Cos’è il desiderio?

Contributo di Annalisa Fattori e Paola Nobile ideatrici e direttrici di Seminare Idee Festival, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

Che cos’è il desiderio? Non c’è parola più astratta e nello stesso tempo più concreta.
Desiderio di possesso, di ricchezza, di immortalità o almeno di una lunga vita, di conoscenza. Desiderio di essere amati, visti, ascoltati. Desiderio di una casa, di un figlio. Desiderio di avere e di essere. Di appartenere a qualcosa. Senza desiderio saremmo ancora uomini e donne delle caverne.
È un tema trasversale che passa dalla canzonetta alla filosofia, dall’arte alla letteratura, al cinema. Giorgio Gaber nella canzone Il Desiderio dice: Amore/non ti prendo sul serio/ Quello che ci manca/si chiama desiderio/ Il desiderio è la cosa più importante/ è l’emozione del presente/ è come la radice di una pianta delicata/ che se sai coltivare/ ti tiene in vita.

Ne hanno scritto anche filosofi come Gilles Deleuze e Félix Guattari, il desiderio per loro non è mancanza (come per Freud) ma forza che costituisce la realtà, trasformando gli individui in “macchine desideranti”. La loro idea? Una visione di desiderio libero. Tutta la filosofia francese del Novecento con Deleuze e Guattari, con Lyotard, Foucault e Baudrillard, si interroga sul desiderio, sulle sue ambivalenze, su come possa diventare ossessione distruttiva, e su come possa spiegare le dinamiche dell’esistenza.

Il desiderio ha mille volti: un volto privato e uno pubblico. Si può desiderare un amore o la libertà. Può essere una semplice emozione o qualcosa che se protratto nel tempo si trasforma in sentimento. Ma su una cosa possiamo trovarci tutti d’accordo: il desiderio è ciò che ci rende umani. Non è qualcosa che possiamo delegare a un algoritmo. Ci riguarda da vicino. E ci riguarda tutti. Nessuno escluso.

Il desiderio ci apre sempre all’altro. Non esiste desiderio senza oggetto del desiderio. Ecco perché quando ci siamo trovate a decidere il tema della seconda edizione del festival Seminare Idee, la scelta è caduta su questa parola che ci unisce come umanità a ogni latitudine. I festival di approfondimento culturale hanno lo scopo di creare comunità, di creare uno spazio dove incrociare i pensieri, dove si attiva il dialogo e il confronto. Forse per questo vale la pena di riflettere su temi di ampio respiro che riguardano i nostri comportamenti e i nostri stili di vita.
Il desiderio prende forme ambigue e spesso contradditorie, importante è conoscerle e governarle. A Seminare idee mettiamo insieme energie diverse: i poeti con gli stilisti, gli scienziati con i filosofi, gli psicoanalisti con gli attori. Ciascuno con il suo sguardo, ciascuno con il suo punto di vista.
Nei tanti appuntamenti in calendario il concetto di desiderio sarà smontato pezzo per pezzo. Si parlerà della legge del desiderio con Massimo Recalcati, che aprirà il festival, e del desiderio delle Stelle con la “signora delle comete” Amalia Ercoli Finzi, pioniera dell’ingegneria aeronautica, che lo chiuderà. Il filosofo Maurizio Ferraris si interrogherà su una società che vive in molti casi la perdita del desiderio. Siamo ancora esseri desideranti? Il desiderio ci unisce, seppur in modo diverso, anche nello sport, come spiegherà il giornalista Giuseppe Pastore, parlando del trofeo più ambito da tutti i Paesi del mondo, quello di vincere i Mondiali di calcio.
Viviamo in una società che alimenta il desiderio producendo status symbol, vendendo oggetti, corpi, immagini e piaceri immateriali, come la visibilità e la notorietà. E la televisione è uno strumento potente: lo racconterà Luca Bottura, in una conferenza spettacolo che parla di un bambino che sognava la tv e poi incontrò Retequattro.
Sono stati scritti innumerevoli saggi e romanzi suk desiderio. C’è tutta una letteratura, non solo popolare, costruita sugli amori impossibili, su desideri irrealizzabili, sulla nostalgia di cose perdute – ce ne parleranno Paolo Di Paolo, Pietro del Soldà e Francesco Piccolo. Il desiderio è uguale per uomini e donne? A questo interrogativo risponderanno un andrologo e una podcaster a confronto. Il desiderio prende forme diverse nelle differenti età della vita? La risposta la troviamo nelle pagine di romanzi, come quelli di Antonella Lattanzi e Nicoletta Verna. Il neurologo Gianvito Martino ci parlerà invece di rigenerazione del cervello, rispondendo a quella domanda che si pone ogni essere umano: sarà mai possibile vivere per sempre?
Il festival alternerà momenti poetici con Antonella Anedda e con i poetry slammer, a momenti musicali, ripercorrendo con Gino Castalo il filo del desiderio, come grilletto che scatena fiumi di creatività.

Il desiderio accende la creatività e al festival ci saranno molteplici possibilità di metterla alla prova con un workshop di scrittura creativa e una competizione letteraria.
In una comunità è fondamentale prendersi cura anche dei più piccoli. ll festival dedica a loro una sezione con tante proposte sul tema, pensate appositamente per bambine e bambini, ragazzi e ragazze.

Il desiderio si veste di simboli, che sia un modello ideale di vita o la spinta verso una forma di conoscenza più alta, verso il progresso che ci porta a creare. Al desiderio possiamo sacrificare tutto e forse perdere tutto, ma significherà in ogni caso che siamo vivi.
Ma al di là del tema, i festival di approfondimento e di condivisione culturale nascono per creare comunità e per averne cura. Come ha dichiarato Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che promuove la manifestazione: “il festival esprime un desiderio di cura e di futuro: non è più tempo di chiudersi nel cerchio stretto della paura, né di sentirsi relegati nell’impotenza. È tempo di uscire alla ricerca di una ritrovata, comune umanità.”