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Un’economia orientata al bene comune

Testimonianza di Mariana Mazzucato
per Fondazioni giugno 2026

Mariana Mazzucato è un’ economista specializzata in innovazione e politica industriale. Le sue ricerche analizzano i processi di creazione del valore, l’innovazione orientata da missioni e le relazioni tra settore pubblico e privato nello sviluppo economico e sociale

Negli ultimi anni si è molto parlato di sostenibilità, impact investing e obiettivi di sviluppo sostenibile. Ma troppo spesso continuiamo a intervenire ex post, correggendo problemi che il sistema economico stesso continua a produrre. Le crisi che riguardano il clima, la biodiversità, l’acqua, la salute o le disuguaglianze non sono semplicemente incidenti di percorso. L’inerzia che osserviamo non è casuale: è il risultato del modo in cui abbiamo costruito il sistema. Abbiamo strutturato un apparato economico che reagisce ai problemi invece di orientarsi verso obiettivi collettivi di lungo periodo. Persino il ruolo dei governi viene interpretato prevalentemente come quello di correggere i fallimenti del mercato. Ma se continuiamo a pensare alle istituzioni pubbliche come soggetti chiamati soltanto a “mettere toppe” qui e là, non è sorprendente che il dibattito sulla sostenibilità si riduca spesso a un problema di “gap finanziari” da colmare.

Naturalmente i fallimenti del mercato esistono. Ma il punto è un altro: non possiamo limitarci a correggere continuamente gli effetti senza intervenire sulle strutture che li producono. Questo richiede un modo completamente diverso di pensare le relazioni tra pubblico e privato, tra finanza ed economia reale, tra innovazione, produzione e interesse collettivo. Non basta parlare di stakeholder value, responsabilità sociale o metriche ESG se questi elementi non sono incorporati nel modo stesso in cui il valore viene generato. Non possiamo continuare a creare valore da una parte e cercare di correggerne gli effetti negativi dall’altra, attraverso la filantropia, la responsabilità sociale o altre forme compensative. La finanza non manca. Il problema è che abbiamo soprattutto finanza impaziente, orientata al breve termine. Esistono invece troppo pochi strumenti capaci di sostenere investimenti pazienti e trasformazioni di lungo periodo. E anche quando queste risorse esistono, spesso rimangono frammentate, incapaci di produrre cambiamenti sistemici.

“La filantropia non può essere considerata semplicemente come qualcosa che interviene alla fine, per correggere le disuguaglianze prodotte dal sistema economico. Deve essere parte dell’economia e contribuire a orientare il modo in cui il valore viene creato”

Negli ultimi anni, durante la pandemia e in altri momenti di crisi abbiamo visto, però, che quando ci prendiamo davvero cura di un problema, sappiamo agire rapidamente e collettivamente. Per questo è importante ripensare anche il ruolo della filantropia. La filantropia non può essere considerata semplicemente come qualcosa che interviene alla fine, per correggere le disuguaglianze prodotte dal sistema economico. Deve essere parte dell’economia e contribuire a orientare il modo in cui il valore viene creato.

Il bene comune non può essere ridotto alla semplice correzione dei fallimenti del mercato. Deve entrare nei contratti, nei diritti di proprietà intellettuale, nelle politiche pubbliche, negli incentivi e nelle partnership tra attori diversi. Dobbiamo chiederci non soltanto cosa produciamo, ma come lo produciamo, con quali relazioni e con quali obiettivi condivisi.

La storia dell’innovazione dimostra che il valore viene quasi sempre creato collettivamente. Le grandi trasformazioni tecnologiche non nascono da singoli attori isolati, ma dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche, ricerca, imprese e società civile. Eppure continuiamo troppo spesso a socializzare i rischi e privatizzare i benefici. Per questo diventa fondamentale costruire modelli fondati sulla condivisione degli obiettivi, dei rischi, dell’apprendimento e dei benefici generati. Le persone che vivono direttamente i problemi devono essere coinvolte nella costruzione delle soluzioni. Le comunità locali, le esperienze concrete e i bisogni reali dei territori devono contribuire a orientare le decisioni.

Estratto dal keynote speech di Mariana Mazzucato al Philea Forum 2026

Dalla rivista Fondazioni giugno 2026