Una successione di pannelli solari di ultima generazione installati sul tetto di un convento ottocentesco che ospitava un orfanotrofio. Questo accostamento risulta alquanto singolare, ma anche particolarmente virtuoso considerato che rappresenta la prima comunità energetica e solidale attivata in Italia. Si tratta della Comunità energetica solidale di San Giovanni a Teduccio, quartiere di Napoli della periferia est della città, denso di edifici popolari costruiti negli anni ‘60. Un quartiere formato da tanti rioni, quartieri nel quartiere, che compare spesso nei trafiletti delle cronache nere dei giornali e che, troppo frequentemente, viene accostato nell’immaginario solo alla Camorra. «Con la Comunità energetica per una volta abbiamo scalato le classifiche, quelle “giuste” di cui essere orgogliosi. Perchè, in fatto di classifiche, in realtà San Giovanni a Teduccio è sempre tra i primi in statistiche su criminalità, degrado e povertà educativa. Ma questa volta ci siamo guadagnati un podio virtuoso: siamo stati i primi ad attivare una sperimentazione che ha fatto scuola nel resto d’Italia». Lo racconta una persona che conosce bene il quartiere e che, da anni, si dedica alla cura delle famiglie che lo abitano. È Anna Riccardi, presidente della Fondazione Famiglia di Maria, un’istituzione educativa laica, che coopera con i servizi sociali del Comune per il diritto all’istruzione. La Fondazione collabora anche con la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia e, con il suo centro semi residenziale che accoglie un centinaio di minori, propone attività di supporto alla frequenza scolastica, socio-culturali, sportive e ricreative, di informazione e orientamento.


Ma cos’è esattamente una “comunità energetica solidale”? «Si tratta di un esperimento di transizione energetica che parte da contesti con forti criticità ambientali e socioeconomiche, per costruire processi di partecipazione e innovazione sociale». Così lo spiega Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania che ha seguito il progetto sin dall’inizio e che, insieme alla Fondazione Famiglia di Maria, promuove da anni progetti educativi e di sensibilizzazione sul tema ambientale nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Continua Anna Riccardi: «La Comunità energetica è nata nella primavera del 2021. La proposta è partita da Legambiente Campania con il sostegno della Fondazione Con il Sud e coinvolge circa 40 famiglie del territorio. I pannelli solari installati sul tetto dell’ex convento, oggi di gestione della Fondazione Famiglia di Maria, accumulano energia che diventa un guadagno per il quartiere». La presidente di Legambiente Campania spiega la ragione per cui è stato scelto il quartiere di San Giovanni a Teduccio per partire con la sperimentazione: «Come Legambiente abbiamo subito pensato alla Fondazione perché lì viveva già una comunità avviata che ci avrebbe facilitato l’innesto del programma che, da subito, si è concretizzato come un percorso non solo ambientale, ma anche e soprattutto, sociale. Le famiglie ci hanno accolto con una consapevolezza molto incoraggiante».
“Si tratta di un esperimento di transizione energetica
che parte da contesti con forti criticità ambientali e socioeconomiche,
per costruire processi di partecipazione e innovazione sociale”
La CERS di San Giovanni a Teduccio è nata grazie all’attuazione del decreto “Milleproroghe” 2020 (art. 42-bis) che permette a singoli cittadini, Enti locali o piccole aziende, di associarsi e diventare comproprietari di impianti di energia rinnovabile per sfruttarla oppure, come nel caso di San Giovanni a Teduccio, vendere quell’energia e ricavarne degli utili. «Viene fatto un bonifico ogni mese a tutte le famiglie del quartiere che fanno parte della Comunità energetica ? spiega Anna Riccardi ?. Quel bonifico è il risultato del guadagno conseguente alla vendita dell’energia ai gestori dei servizi energetici. Speriamo di allargare sempre di più il gruppo di cittadini che usufruisce di questi incentivi». Ma non è solo una questione economica la ragione che ha avvicinato le famiglie del quartiere ad accettare di buon grado il progetto di Legambiente e Fondazione Con il Sud. Ai membri della comunità interessa soprattutto «la questione ambientale», come ci ha raccontato una signora che fa parte di una delle famiglie coinvolte. «La questione ha davvero toccato la sensibilità delle persone, anche chi inizialmente era scettico, poi si è ricreduto», ci spiega la signora.


Questo messaggio viene dato anche dalla struttura, che è molto accogliente già dall’esterno. Il progetto di rigenerazione non si è fermato infatti all’immobile ma ha toccato tutta l’area antistante che, con ulteriori sforzi della Fondazione e del Comune, è diventata un’area pedonalizzata, rendendo il Rondò dei talenti una piazza, un punto di incontro e di ritrovo, il cui valore è enfatizzato dall’opera Il Terzo Paradiso dei Talenti di Michelangelo Pistoletto, realizzata con i disegni dei bambini delle scuole primarie. «La soddisfazione più grande è sentire i ragazzi dire “Ci vediamo al Rondò!”. Questo è quello che volevamo: farlo sentire un luogo della comunità» commenta ancora Miletto.
«Prima di essere energetica, la nostra comunità – prosegue la presidente Riccardi – è un’agenzia educativa che opera con i bambini ogni giorno per promuovere laboratori di lettura, cinema, teatro, per lavorare sull’inclusività e sull’affettività; ma un tema che è sempre stato molto a cuore della comunità è proprio la questione ambientale». Infatti il quartiere di San Giovanni a Teduccio si sviluppa lungo il litorale di Napoli ma, purtroppo, quel tratto di costa non è balneabile per inquinamento marino e assenza di depuratori. «Avere il mare vicino, vederlo dalla finestra ma non poterne godere, ha mosso una sensibilità negli abitanti del quartiere rispetto alla tematica ambientale, che è stata la leva per convincerli ad accettare di buon grado la comunità energetica», spiega la presidente della Fondazione.


Per facilitare l’accettazione del progetto da parte delle famiglie, sono stati incrementati i laboratori sul tema ambiente e, insieme a Legambiente, è stato fatto un percorso di preparazione e consapevolezza che ha creato ancor più terreno fertile all’attecchimento del progetto. «La Comunità energetica è stata per il quartiere l’occasione per un riscatto sociale», racconta la presidente di Legambiente Campania. «Con le sole comunità energetiche non si vincerà la sfida climatica, ma si tratta comunque di un importante strumento per rendere consapevoli le persone. L’esperimento a Napoli è stato l’apripista per tantissime comunità energetiche che sono poi nate in tutta Italia e che Legambiente sostiene e incentiva». Infatti ad oggi le Comunità energetiche rinnovabili attive in Italia sono 46 e 121 in progettazione (vedi infografica a pag. 29). «Giustizia sociale e giustizia ambientale: questo progetto tiene in piedi entrambi questi aspetti», prosegue Anna Riccardi. Inoltre, la condivisione abitativa ed energetica che è alla base del progetto stesso: «Rappresenta un esercizio quotidiano di vita che distoglie e allontana dall’illegalità. La Comunità energetica è diventata identitaria ? conclude la presidente ?. Ci sono ragazzi che si danno appuntamento “alla Comunità energetica”. Sapete questo cosa significa? Legami, radici, futuro».
Fondazione Con il Sud sostiene le Comunità energetiche
Fondazione Con il Sud crede nelle Comunità energetiche e investe in questa direzione. Dopo aver sostenuto, nel 2021, la prima Comunità energetica solidale d’Italia a san Giovanni a Teduccio, la Fondazione nel 2022 ha lanciato il “Bando per le comunità energetiche e sociali al Sud” mettendo a disposizione 1,5 milioni di euro per favorire la nascita di comunità energetiche nelle regioni meridionali. Il risultato ad oggi è la nascita di nove comunità energetiche e sociali in Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata che coinvolgono più di 500 famiglie e che hanno l’obiettivo di avviare, dal basso, processi di transizione energetica. Stefano Consiglio, presidente di Fondazione Con il Sud dichiara: «La comunità energetica di San Giovanni a Teduccio a Napoli rappresenta bene la visione di sviluppo che guida la nostra azione, e in particolare l’idea che sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale devono andare di pari passo. Nel 2022 abbiamo promosso un bando attraverso cui si sono costituite altre 9 comunità energetiche e sociali nelle regioni del Sud Italia. Sono comunità che vedono il Terzo settore guidare, con un ruolo da protagonista, un processo di transizione energetica che si propone di avere un impatto non soltanto ambientale, ma anche e soprattutto sociale. Grazie alla comunità di San Giovanni a Teduccio, già decine di famiglie da cinque anni ormai stanno utilizzando un’energia pulita, rinnovabile e legale. E, nel farlo, stanno sperimentando e consolidando percorsi di coesione sociale anche attraverso l’educazione ambientale».
Dalla rivista Fondazioni gennaio – marzo 2025