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Nuove generazioni: la sfida della scuola e dell’università | Frank Hanto

Testimonianza di Frank Hanto
per Fondazioni giugno 2023

Frank Hanto è un ricercatore di Tortuga. Tortuga è un think tank di studenti, ricercatori e giovani professionisti nel campo dell’economia e delle scienze sociali che elaborano ricerche, analisi e proposte di policy mettendo a disposizione la loro voglia e competenza nel trovare soluzioni tecniche ed elaborate per migliorare il Paese. www.tortuga-econ.it

Il dibattito sulla riforma della legge sulla cittadinanza ha coinciso con una crescente attenzione verso le seconde generazioni in Italia, ovvero, quei minori nati in Italia o all’estero con uno o entrambi i genitori di origine straniera. Nel 2016, il Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane (CoNNGI) ha introdotto nel suo manifesto il termine “nuove generazioni italiane” per catturare l’eterogeneità di questo gruppo e affermare che i comportamenti, le abitudini e le preferenze culturali di questi giovani sono sempre più simili a quelli di origine italiana. Secondo la Fondazione Ismu, al 1° gennaio 2019, i giovani di nuova generazione tra 0 e 35 anni sono circa tre milioni, il 7,4% del totale degli under 35 in Italia. L’incidenza delle nuove generazioni è addirittura maggiore tra i più giovani: i minori inclusi in questo gruppo sono il 10% della popolazione tra 0 e 18 anni. Ciononostante, le nuove generazioni rimangono sottorappresentate tra i laureati. Rispetto ai compagni di origine italiana si iscrivono meno all’università e, secondo AlmaLaurea, rappresentano solo l’1,7% del totale dei laureati.

“Interventi specifici di orientamento e tutoring si sono già dimostrati efficaci nell’aumentare il numero di studenti con background migratorio in licei e istituti tecnici, riducendo così il divario con gli alunni di cittadinanza italiana”

È quindi necessario rivolgere uno sguardo al percorso che porta a questa scelta, per identificare sfide e ostacoli dei giovani con background migratorio in Italia. Un primo fattore è l’elevata dispersione scolastica: l’Italia è infatti quinta in Europa per il tasso di abbandono scolastico tra i giovani. Il tasso di abbandono precoce è oltre tre volte superiore tra quanti non hanno la cittadinanza italiana: 35,4% contro 11%. In particolare, arrivati alle scuole superiori, il 9,1% di loro decide di abbandonare gli studi, contro il 2,9% degli studenti con cittadinanza italiana. Il capitale sociale ed economico svolge un importante ruolo nella scelta scolastica, e le famiglie con immigrati hanno in media patrimoni e stipendi inferiori. Tuttavia, anche a parità di condizioni, i giovani stranieri hanno meno probabilità di scegliere il liceo, il percorso più orientato agli studi universitari. Se il 52% degli alunni con cittadinanza italiana sceglie il liceo, questo dato scende rispettivamente al 35% e 25% per gli studenti stranieri nati in Italia e quelli nati all’estero. Anche a parità di rendimento scolastico, gli studenti con background migratorio hanno maggiori probabilità di scegliere percorsi scolastici brevi e di essere indirizzati dai loro insegnanti a scegliere scuole professionali o tecniche piuttosto che percorsi accademici. Come il think-tank Tortuga ha già mostrato nel libro “Ci Pensiamo Noi”, la principale criticità è strutturale: l’organizzazione dei cicli scolastici. Alla giovane età di 13-14 anni, i ragazzi devono scegliere tra un percorso che li dovrebbe preparare per l’università (i licei) e uno che li dovrebbe avviare al mondo del lavoro (istituti tecnici e professionali). Nel sistema come è ora, interventi specifici di orientamento e maggiore tutoring si sono già dimostrati efficaci nell’aumentare il numero di studenti con background migratorio in licei e istituti tecnici, riducendo così il divario con gli alunni di cittadinanza italiana. Tuttavia, un riordino dei cicli è auspicabile: una progressiva e graduale specializzazione e una minor rigidità dei cambi di percorso aiuterebbero a ridurre l’impatto dei fattori socio-economici nella scelta.

Dalla rivista Fondazioni aprile – giugno 2023