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Un piano di sviluppo per il Burkina Faso

In quest’era di esodi epocali dall’Africa verso il Vecchio Continente l’attenzione dei media è più su chi sbarca sulle nostre coste piuttosto che su chi rimane nei luoghi di provenienza: paesi spesso poveri o che, quand’anche ricchi di materie prime e di potenziali prospettive di benessere, ospitano popolazioni per le quali parlare di condizioni di forte disagio vuol dire usare un eufemismo. A volte il tema è quello della sopravvivenza; lo è, per esempio, in Burkina Faso, già Repubblica dell’Alto Volta e prim’ancora colonia francese, che occupa poco meno di 280mila chilometri quadrati nel Centro-Nord dell’Africa Occidentale e non ha alcuno sbocco al mare. La sua popolazione, nonostante dagli anni Sessanta a oggi sia quasi quadruplicata passando da 4,8 milioni agli attuali 20 milioni (fonte, US Census Bureau), ha un’aspettativa di vita di poco inferiore ai 50 anni, con un’età media di 17. Favorire le condizioni di sviluppo di questo paese senz’altro può essere un contributo importante a migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti. Le Fondazioni di origine bancaria dal 2014 sono impegnate in questo territorio con l’iniziativa coordinata da Acri “Fondazioni for Africa Burkina Faso”. Un’iniziativa la cui eccellenza ha spinto l’ambasciatrice del Burkina Faso in Italia, la signora Joséphine Ouedraogo, a chiedere ad Acri di ospitare presso la propria sede un incontro ristretto con i principali interlocutori del Burkina Faso in Italia, al fine di realizzare un piano di sinergie fra i vari programmi di sostegno a favore del suo paese. All’incontro, svoltosi il 9 marzo, hanno partecipato, fra gli altri, il Direttore dell’Ufficio IV della Direzione generale della Cooperazione internazionale del Ministero degli Affari esteri Roberto Colaminé, il Presidente di Focsiv Giancarlo Cattai, il Direttore generale di Acri Giorgio Righetti, il Console generale del Burkina Faso a Milano Francois d’Assises Yameogo, oltre, ovviamente, all’Ambasciatrice. Fondazioni for Africa Burkina Faso si basa su un articolato piano di collaborazioni e una dotazione complessiva di 6,3 milioni di euro, di cui 1,8 stanziati negli ultimi due anni per consolidare i risultati raggiunti nei primi tre. Di quanto conseguito solo nei primi tre anni di progetto è stata fatta una valutazione dall’ente di monitoraggio “punto.sud”.


Con un impiego di 4,5 milioni di euro e la collaborazione con sei organizzazioni italiane e un centro di ricerca (Acra, Cisv, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Lvia, Mani Tese, Watinoma, CeSPI) tra gennaio 2014 e febbraio 2017 Fondazioni for Africa Burkina Faso ha contribuito a migliorare le condizioni di vita di 9.500 beneficiari diretti e di circa 60.000 indiretti, in 7 regioni rurali del paese, puntando sul miglioramento della qualità e della quantità delle produzioni locali. Produrre e consumare “locale” è, infatti, la filosofia alla base delle azioni promosse, perché, in un contesto dove circa il 90% della popolazione è impiegata nel settore agricolo, la terra è la chiave per garantire il diritto al cibo alla sua popolazione e dare basi solide a uno sviluppo sostenibile, endogeno e duraturo. In particolare, le azioni promosse da Fondazioni for Africa Burkina Faso hanno consentito di migliorare la produzione e la commercializzazione di 4 prodotti fondamentali per l’alimentazione locale, quali miele, soia, riso, ortaggi e dei loro derivati, con 18.750 tonnellate prodotte e 1,9 milioni di euro di vendite generate; hanno rafforzato 25 organizzazioni contadine e migliorato le competenze di 7.500 produttori e produttrici; hanno promosso l’agroecologia e il valore della biodiversità in 80 villaggi del paese; hanno migliorato l’inclusione finanziaria di oltre 1.500 contadini grazie all’introduzione di sistemi di microfinanza rurale; hanno promosso 3 nuove imprese sociali rurali e hanno coinvolto oltre 2.000 donne nei processi produttivi e nei meccanismi decisionali delle organizzazioni contadine. In ciascun intervento, infatti, un’attenzione particolare è stata rivolta al coinvolgimento delle donne, contribuendo a renderle più consapevoli del loro ruolo fondamentale per l’economia. La volontà di andare oltre i classici schemi della cooperazione internazionale, portando l’attenzione sul concetto di “fare sistema” tra diversi attori, rappresenta uno degli elementi fondanti di Fondazioni for Africa Burkina Faso. Ciò ha avuto un impatto positivo sulla realizzazione degli interventi, proponendo trasversalità non comuni ad altri programmi di cooperazione internazionale. Si è riusciti a promuovere un reale coordinamento dei e tra i soggetti attuatori, la capitalizzazione e la valorizzazione delle buone pratiche, favorendo sinergie e collaborazioni sia in Italia che in Burkina Faso. Importante in questo senso è il ruolo giocato dai tavoli tematici: microfinanza, genere e agroecologia, nonché significative e originali azioni di sensibilizzazione sia in Italia (campagna #stessaterra) che in Burkina Faso (evento Terra Madre Burkina Faso, sui temi del rispetto dell’ambiente). Oltre alle Fondazioni di origine bancaria (hanno partecipato in 28), l’iniziativa ha visto coinvolti numerosi protagonisti del mondo della cooperazione, sia privati che pubblici, quali Ong, associazioni di migranti in Italia ed enti locali. Con tre di questi ultimi in particolare – Regione Veneto, Regione Piemonte e Provincia Autonoma di Bolzano – attraverso il meccanismo del “matching fund” è stato possibile, da una parte, aumentare le risorse del programma (più di 300mila euro mobilizzati nei primi tre anni di progetto), dall’altra, condividere strategie e avviare interventi complementari sia in Italia che in loco. Inoltre, sempre in termini di “matching fund” è stato sottoscritto uno specifico Protocollo d’Intesa Acri-Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per il trasferimento di know-how amministrativo in alcune municipalità dei territori del Burkina Faso interessati dall’iniziativa delle Fondazioni. Già nel febbraio scorso, 25 Comuni del paese africano hanno incontrato rappresentanti di Comuni italiani per uno scambio di esperienze e competenze sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo economico locale, nel quadro del piano Anci “Funzionari senza frontiere”. Ci sono stati tre workshop su organizzazione e gestione dei mercati, organizzazione e gestione delle mense scolastiche e valorizzazione delle produzioni locali, con visite sul campo per la conoscenza del contesto locale e due giorni di confronto in aula per evidenziare come i Comuni possano valorizzare, attraverso la loro azione di governo, i processi di sviluppo locale avviati dalla cooperazione internazionale, inserendoli pienamente nella loro programmazione. Rispetto alle sinergie con il Sistema Italia, sono stati ottenuti risultati importanti sul piano del cofinanziamento di progetti con la nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics). L’Aics ha anche finanziato un intervento della Regione Veneto e dei suoi partner quale prosecuzione di un progetto realizzato insieme a Fondazioni for Africa, che a sua volta ha cofinanziato e ha dato un contributo metodologico al processo che ha portato alla realizzazione, da parte di Aics, del Primo summit nazionale della Diaspora burkinabè a Roma il 18 novembre scorso. Ormai mancano pochi mesi alla conclusione di Fondazioni for Africa Burkina Faso, quali sono le prospettive? Oltre alla capitalizzazione delle buone pratiche fin qui realizzate l’attenzione è sulle strategie d’uscita. «In questo senso – ci dice Matteo Cortese, project manager dell’iniziativa – si sta lavorando per rafforzare le sinergie tra gli enti fin qui coinvolti, in particolare sugli assi tematici trasversali quali microfinanza, genere e agro-ecologia, e per favorire nuove progettualità su fondi Aics al fine di dare continuità ai processi di successo promossi da Fondazioni for Africa Burkina Faso che hanno ancora bisogno di accompagnamento o che possano essere replicati in futuro». I risultati dell’intera iniziativa sono raccolti in dettaglio nel volume “La Terra, le Persone, il Futuro”, scaricabile dal sito www.fondazioniforafrica.org.

 

Tutto il buono del miele

Una mieleria dove stoccare, filtrare e vendere il proprio miele: era il sogno degli apicoltori della Tapoa, la più a Est delle 45 Province del Burkina Faso. Oggi è una realtà produttiva grazie alla sinergia tra Fondazioni for Africa, l’ong Acra, l’ex Iao (Istituto Agronomico per l’Oltremare), l’Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e i 1.300 membri dell’Unione di produttori locali di miele. Aics ha finanziato la costruzione della mieleria, Fondazioni for Africa Burkina Faso e i suoi partner l’hanno resa operativa. La sua apertura è, infatti, l’ultimo importante risultato di tre anni di lavoro per migliorare la qualità, aumentare la produzione e diversificare i canali di vendita del miele della regione. Nei primi due anni ci si è concentrati sulla formazione di oltre 300 apicoltori dell’Unione, in merito a tecniche di produzione di base e avanzate, controllo qualità, commercializzazione e marketing, e di più di 20 donne, su tecniche di trasformazione del miele. Sugli scaffali, pronti per la vendita, i barattoli hanno tutti l’etichetta con l’ape del Miel de la Tapoa, il logo scelto dai produttori per certificare la provenienza del loro miele. Alla sua vendita si affiancherà presto quella dei derivati, grazie alla messa in funzione di un reparto per la trasformazione del miele in prodotti per la cura del corpo, quali saponi e creme, che sarà gestita da 10 delle 20 donne formate con questo progetto. Sforzi importanti sono stati fatti anche per migliorare la dotazione degli apicoltori: grazie a un accordo con la Bank of Africa e la definizione di un credito a medio termine, prima operazione di questo genere nel paese, oggi oltre 40 apicoltori producono con kit apicoli moderni. Nell’ultima parte del 2016, inoltre, in collaborazione con gli informatici di Ouagalab, il primo “fablab” dell’Africa Occidentale, è stata creata la piattaforma web www.miel-tapoa.org, che fornisce informazioni utili ai produttori e che nei prossimi mesi diventerà anche un canale e-commerce per vendere il Miel de la Tapoa nel paese e fuori.

“Fondazioni” maggio-giugno 2018