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Asti svela le origini del gusto

La qualità e la genuinità del cibo vanno di pari passo con la tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento dei popoli e delle comunità locali, frutto di esperienze millenarie sulle quali oggi si innestano forti innovazioni scientifiche e tecnologiche. Queste le linee guida di Expo 2015. E questi anche i concetti cui si ispira la mostra “Alle origini del gusto.

Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica”, promossa ad Asti dalla locale Fondazione, presso Palazzo Mazzetti fino al 5 luglio. Curata da Adele Campanelli e Alessandro Mandolesi, la mostra conduce il visitatore in un viaggio alle origini del comportamento alimentare italiano in un contesto, Asti e il suo territorio, rinomato per una produzione agro-alimentare che affonda le radici in un passato ricco di testimonianze locali. È una sequenza di luoghi e di ambientazioni collegati al consumo, all’elaborazione e alla produzione degli alimenti, con un taglio mirato a illustrare sia la preparazione e la presentazione dei cibi sia le tecniche di coltivazione, con la ricostruzione di un antico paesaggio agrario italiano.

Alla base dell’allestimento voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti c’è l’incontro innovativo fra archeologia e tecnologia, sicché sale tricliniari, cucine, scorci di campagne coltivate, mercati animati con botteghe e macelli risuonano di voci fuori campo, luci, suoni e odori, a cui si accompagnano presentazioni video, che – come olografie – fluttuano nel vuoto attorno alle opere esposte: affreschi, arredi, oggetti d’uso quotidiano, vasi e piatti in ceramica, nonché, eccezionalmente, alcuni reperti che non sono stati ancora esposti a Pompei e sono invece già visibili ad Asti. In occasione della mostra è possibile visitare anche la domus romana di Asti, in via Varrone, che risale alla seconda metà del I secolo d.C e presenta un interessante tappeto a mosaico che decorava il pavimento della sala da pranzo (triclinium).

Nell’intero periodo di apertura, si terrà, inoltre, un ciclo di conferenze dedicato ad alcuni aspetti dell’alimentazione nell’antichità, con particolare attenzione al mondo del vino e dell’olio, all’alimentazione a Pompei come risulta dagli studi su reperti organici e vegetali (semi, frutti e pane) sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C., al cibo consacrato alle divinità. La mostra astigiana, che ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, ha ispirato l’estro di sei artisti contemporanei che espongono nel bookshop di Palazzo Mazzetti. Sensibilità, forza espressiva e grinta hanno preso così la forma delle creazioni di Roberto Amadè (cantautore e pittore), Simone Bordino (orafo), Gian Genta (scultore), Roberto Giannotti (designer e scultore), Paola Rattazzi (pittrice) e Sergio Unia (scultore).

Dalla geniale penna dell’artista livornese Luca Vinciguerra (pittore e scultore) è nata invece l’originale mascotte “Coco”, che promette di diventare il simbolo di un ricco calendario di iniziative collaterali alla mostra (cene a tema presso i ristoranti convenzionati, laboratori di archeo-cucina, divertenti eventi rivolti ai bambini e alle famiglie e molto altro ancora) da condividere anche attraverso i social seguendo l’hashtag #originidelgusto e la pagina Facebook di Palazzo Mazzetti.


da “Fondazioni” marzo-aprile 2015