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Memorie da salvare

È un archivio in rete di tutta la sapienza sedimentata nelle tradizioni e nei saperi orali e gestuali conservati fino a noi il progetto “Granai della memoria”. Un’iniziativa fortemente voluta dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e da Slow Food, che ha potuto essere realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e che rappresenta una nuova, affascinante lettura storico-antropologica dei saperi del mondo. «Oggi la cultura della tradizione sembra essere in pericolo, minacciata da un mondo che ricerca disperatamente l’oblio del passato – afferma il direttore scientifico del progetto, Carlo Petrini -. Per contrastare questa azzardata deriva che delega ad altri la conservazione e l’elaborazione della memoria occorre risvegliare le coscienze sopite da un sistema informativo egemonico che vuole progettare il futuro in nostra vece. Il tempo è giunto, bisogna dunque incominciare a raccogliere le testimonianze delle comunità rurali per evitare che vadano disperse. Un tempo c’era la memoria orale a garantire la trasmissione di questo patrimonio. Oggi servono dei veri e propri granai per combattere la carestia di idee, per contrastare la cultura dominante e omologata che ha tolto la voce al sapere prezioso dei nostri vecchi». Nascono, così, i “Granai della memoria”. Nel mondo contadino si teneva nei granai la riserva alimentare frutto del lavoro dell’anno agrario, dispensa di cose di prima necessità per superare il lungo periodo invernale in cui la terra è sterile e per molti mesi non genera frutti. I “Granai della memoria” sono un ambizioso percorso scientifico e didattico, che ha lo scopo di raccogliere e comunicare in video le memorie del mondo attraverso un complesso archivio multimediale. Le interviste raccolte nel corso di approfondite ricerche, condotte in Italia e all’estero, riportano testimonianze di contadini, operai, artigiani, imprenditori, partigiani, ecc. Vedendo questi filmati ci si imbatte in memorie di realtà, di universi a cui molte volte è stata negata la parola: memorie intese non solo come sguardo sul nostro passato, ma strumento per ri-pensare e ri-modellare il futuro. Un contributo originale, dunque, per procedere scientificamente in un percorso che invita ad affrontare sfide difficili come la salvaguardia della “etnodiversità”.

link: www.granaidellamemoria.it

da “Fondazioni” marzo-aprile 2013